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	<title>Turismo &#8211; Comune di Pietraperzia</title>
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		<title>Chiesa Madre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 09:45:54 +0000</pubDate>
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		<title>Cappella di S. Antonio Abate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 09:40:59 +0000</pubDate>
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		<title>Castello Barresio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 09:32:55 +0000</pubDate>
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		<title>Festivita’</title>
		<link>https://comune.pietraperzia.en.it/novita/festivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 09:26:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prevalentemente di natura religiosa sono le tradizioni festive che si svolgono a Pietraperzia. Ogni anno la prima domenica successiva al 19 di Marzo viene rappresentata da attori locali la fuga del Bambino Gesù e dei suoi genitori inseguiti dai soldati di Erode. Una delle tradizioni più sentite dalla popolazione, viene rappresentata il Venerdì Santo con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prevalentemente di natura religiosa sono le tradizioni festive che si svolgono a Pietraperzia.</p>
<p>Ogni anno la prima domenica successiva al 19 di Marzo viene rappresentata da attori locali la fuga del Bambino Gesù e dei suoi genitori inseguiti dai soldati di Erode. Una delle tradizioni più sentite dalla popolazione, viene rappresentata il Venerdì Santo con la processione dell’altissima croce detta: “Lu Signuri di li fasci”, del Signore nell’urna e della Madonna Addolorata. La Domenica di Pasqua il tradizionale “incontro” del Signore Risorto e della Madre Sua, Maria Santissima.Nel periodo Natalizio vengono allestiti numerosi presepi esterni alle abitazioni addobbati in modo assai caratteristico. I presepi vengono chiamati Nuveni (novene) perché, per nove sere di seguito, le bande musicali cittadine intonano nenie e canti natalizi per celebrare nascita di Gesù. La notte del 25 Dicembre, una processione di fedeli con fiaccole accese, al seguito di attori che impersonano un Presepe Vivente, partono dalla chiesa della Madonna delle Grazie, e raggiunta piazza Vittorio Emanuele, dove avviene il congiungimento con un altro corteo di fedeli provenienti da chiesa di S. Maria di Gesù, si avviano verso la Chiesa Madre dove la processione conclude il suo cammino. Due Domeniche dopo la Pasqua si festeggia, con processione per le vie del paese, la festa San Vincenzo Ferrer, patrono dei muratori. Caratteristiche di questa festa sono le grandi figure volanti di carta velina multicolore, detti “palloni”, che alimentati da una fiammella posta alla base della loro struttura si innalzano come tante piccole mongolfiere, suscitando la meraviglia dei presenti. Durante il mese di Maggio si svolge il “Corpus Domini”, cioè la processione, ripetuta per tre giorni, con Gesù Eucaristia per le vie del paese; alcuni fedeli che abitano lungo il percorso processionale talora preparano degli altarini all’esterno della loro abitazione che vengono solennemente benedette al passaggio del Santissimo; altri al momento del passaggio di Gesù Eucaristia, spandono dai propri banconi petali di rose. L’ultima domenica di Luglio vede i Pietrini accorrere alla chiesa di San Nicola per la ricorrenza di San Calogero. Il pane, portato dai fedeli come devozione al santo, ha le forme più diverse (di mano, di piede, di testa), a seconda della grazia ricevuta. Il 15 Agosto si festeggia la Madonna della Cava, compatrona di Pietraperzia assieme a S. Rocco, caratteristica è la messa di mezzanotte del 14 Agosto sul piazzale esterno del suo Santuario. Il Santuario ospita un quadro raffigurante la Vergine col Bambino, dipinto da un autore bizantino nel quarto o quinto secolo dopo Cristo. Il 16 Agosto si festeggia con grande solennità San Rocco, compatrono di Pietraperzia. La prima Domenica di Ottobre si celebra la festa della Madonna delle Grazie con la tradizionale rottura dei cosi detti “pignateddi” ,brocche pensili di argilla racchiudenti i più impensati regali, che ragazzi bendati si cimentano a rompere a colpi di bastone.</p>
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		<title>Note Storiche</title>
		<link>https://comune.pietraperzia.en.it/novita/note-storiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 09:23:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sulla base delle indicazioni di storici e geografi pare che Pietraperzia abbia avuto origine da una antichissima colonia greca in Sicilia chiamata Caulonia. Pietraperzia deve alla dominazione saracena sia il nome che la sua prosperità. A partire dal 1091 la Sicilia era stata sottomessa definitivamente dai Normanni i quali favorirono la divulgazione della fede cristiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla base delle indicazioni di storici e geografi pare che Pietraperzia abbia avuto origine da una antichissima colonia greca in Sicilia chiamata Caulonia. Pietraperzia deve alla dominazione saracena sia il nome che la sua prosperità.</p>
<p>A partire dal 1091 la Sicilia era stata sottomessa definitivamente dai Normanni i quali favorirono la divulgazione della fede cristiana che in breve prese il sopravvento su quella musulmana e si ritornò alle antiche consuetudini, precedenti l’invasione saracena. La tradizione narra che in quel periodo un muto viandante trovò in una contrada chiamata “La Cava”, l’immagine murale della Madonna, ricevendone in dono la favella. Da quel giorno gli abitanti del luogo assunsero la Madonna come patrona principale di Pietraperzia e da allora ogni 14 e 15 Agosto dell’anno hanno luogo festeggiamenti in onore della Madonna che venne chiamata appunto Madonna della Cava. Epoca aurea per Pietraperzia si può considerare il secolo sedicesimo quando i Barresi baroni della città assursero prima alla dignità di marchesi con Matteo III Barresi, il fondatore di Barrafranca (1529), e poi di principi con Pietro Barresi (1564). II castello di Pietraperzia loro abitazione diventò allora ambito ritrovo di gente amante della cultura e della politica.<br />
La sorella di Pietro, Dorotea Barresi, fu viceregina di Napoli avendo sposato in terze nozze il viceré di Napoli, Giovanni Zunica. Con Pietro e Dorotea si estinse la dinastia dei Barresi, come signori di Pietraperzia, e subentrò quella dei Branciforte. Il primo marito di Dorotea era stato, infatti, Giovanni Branciforte, conte di Mazzarino, da cui era nato Fabrizio.<br />
Con la nuova dinastia cominciò per Pietraperzia un lento decadimento culturale che solo la presenza dei diversi ordini religiosi (Domenicani, frati Minori Francescani, Agostiniani, Carmelitani, Terz’Ordine Francescano), oltre che dei sacerdoti diocesani, riuscì a rintuzzare e a superare.<br />
Grave fu, invece, la crisi sociale che investì la città, culminando nella tragica costituzione di una banda armata da parte di Antonino Di Blasi, inteso Testalonga, il quale creò, in poco più di due anni di banditismo (1765-1767), un’esteso clima di terrore in tutta la Sicilia. Ricatti e sequestri furono le armi più usate per colpire potenti e ricchi commercianti. Preso, dopo una spiata, venne impiccato a Mussomeli.<br />
Il moto rivoluzionario siciliano che investì la Sicilia nel 1848-49 coinvolse anche Pietraperzia. L’attività insurrezionale venne appoggiata dai notabili del paese anche con cospicue offerte in denaro. Nel 1860, durante la liberazione della Sicilia da parte delle truppe garibaldine, il generale Afan De Rivera, comandante di una pattuglia dell’esercito borbonico in ritirata, passando per Pietraperzia, trovando inalberata sulla torre del Castello la bandiera tricolore e ritenendolo un grave affronto ordinò ai suoi soldati di far fuoco sui civili causando la morte di parecchi i cittadini inermi.<br />
Due anni dopo (1862) le forze progressiste pietrine costituirono una sezione della “Società Unitaria” di ispirazione garibaldina che aveva la sua sede centrale a Palermo. Essa aveva come scopo di appoggiare le iniziative garibaldine tese a liberare i territori di Roma e Venezia, che ancora non facevano parte dell’Italia. A tal proposito promossero la venuta di Garibaldi a Pietraperzia; cosa che avvenne nell’Agosto del ’1862 con grande entusiasmo di molti Pietrini.<br />
Ma l’unita d’Italia non costituì la sperata soluzione dei problemi economici e sociali del popolo siciliano. Leggi esose e amministratori poco avveduti prepararono ciecamente la rivolta dei Fasci dei Lavoratori di ispirazione socialista. Un contributo di morti notevole diede Pietraperzia nel periodo in cui avvennero le sollevazioni più gravi. Il 1° Gennaio 1894 il popolo, non sopportando più i dazi cui erano sottoposti i prodotti dei campi, dopo le parole infuocate di un sacerdote nella Chiesa Madre, si diresse con veemenza verso la Piazza Centrale e affrontata dalla polizia che sparò sulla folla pagò a caro prezzo la rivolta con la morte di otto persone.<br />
La repressione statale successiva alienò completamente l’animo dei poveri verso la visione di un’Italia unita e libera. I bisogni spinsero molti ad abbandonare i loro paesi di origine e ad emigrare verso le Americhe, in particolare verso gli Stati Uniti.<br />
Nel 1926 Pietraperzia entrò a far parte della nuova provincia di Enna, lasciandosi alle spalle il lungo legame politico e culturale con la provincia di Caltanissetta.</p>
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